La citazione sulla fortuna del mentore di Warren Buffett sfida le assiomi
Fazen Markets Editorial Desk
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Warren Buffett’s late mentor Benjamin Graham ha detto che la sua creazione di ricchezza dipendeva dalla fortuna, non dall'abilità, una rivelazione che sfida la credenza fondamentale nell'expertise degli investimenti attivi. Marketwatch ha riportato questa affermazione il 20 giugno 2026, amplificando un dibattito di lunga data sul valore della gestione professionale del denaro. Un rapporto SPIVA (S&P Indices versus Active) mostra che il 91% dei gestori di fondi attivi a grande capitalizzazione negli Stati Uniti ha sottoperformato l'S&P 500 negli ultimi 15 anni. L'S&P 500 stesso ha restituito un rendimento annualizzato del 10,7% nell'ultimo decennio fino al 2025, una cifra che poche strategie attive riescono a superare costantemente.
Contesto — perché questo è importante ora
L'ultima grande sfida accademica alla gestione attiva è venuta dal libro del 1973 dell'economista di Princeton Burton Malkiel "A Random Walk Down Wall Street", che sosteneva l'indicizzazione passiva. L'attuale contesto macroeconomico presenta tassi d'interesse elevati, con il rendimento del Treasury a 10 anni al 4,31%, e una capitalizzazione di mercato azionaria statunitense che supera i 50 trilioni di dollari, rendendo più difficile la generazione di alpha costante. Un catalizzatore per rivedere la citazione di Graham è la migrazione accelerata di asset da strategie attive a passive, che ora controllano oltre il 50% del mercato dei fondi azionari statunitensi, rispetto al 25% di un decennio fa. Questo cambiamento mette pressione sui gestori attivi per giustificare commissioni che mediamente sono dello 0,62% per i fondi azionari rispetto allo 0,03% per un fondo indicizzato S&P 500.
Dati — cosa mostrano i numeri
Quattro punti di dati concreti quantificano la sfida della gestione attiva. Primo, il rapporto SPIVA U.S. Scorecard per la fine del 2025 ha mostrato che il 91% dei gestori a grande capitalizzazione ha sottoperformato l'S&P 500 negli ultimi 15 anni. Secondo, il rapporto medio di spesa per i fondi comuni azionari attivamente gestiti è dello 0,62%, rispetto allo 0,03% per l'ETF Vanguard S&P 500 (VOO). Terzo, il rapporto prezzo-utili dell'S&P 500 è a 23,5, rispetto a una media di 20 anni di 21,0, indicando valutazioni elevate. Quarto, gli asset nei fondi comuni e negli ETF indicizzati statunitensi hanno raggiunto i 13,3 trilioni di dollari alla fine del 2025, con un aumento del 15% rispetto all'anno precedente.
Le performance degli ultimi 10 anni illustrano il divario.
| Metri | S&P 500 (Annualizzato) | Fondo Attivo Medio a Grande Capitalizzazione |
|---|---|---|
| Rendimento | 10,7% | 9,2% |
| Rendimento dopo le commissioni | ~10,67% | ~8,58% |
Il deficit annuale di 212 punti base per il fondo attivo medio si accumula significativamente nel lungo termine.
Analisi — cosa significa per i mercati / settori / ticker
Gli effetti di secondo ordine avvantaggiano i gestori di asset passivi e le piattaforme di intermediazione a basso costo. BlackRock (BLK), Vanguard e State Street (STT) beneficiano dei continui afflussi nei loro fondi indicizzati e ETF di punta. Al contrario, i gestori di asset attivi tradizionali come T. Rowe Price (TROW) e Franklin Resources (BEN) affrontano venti contrari strutturali ai ricavi basati su commissioni. Una limitazione chiave all'argomento "tutta fortuna" è che alcuni gestori, come la Berkshire Hathaway di Buffett (BRK.B), hanno dimostrato di aver sovraperformato l'S&P 500 per oltre 50 anni, suggerendo che esiste abilità agli estremi della distribuzione. La posizione attuale mostra gli investitori istituzionali che ruotano da mandati attivi ad alta commissione verso indicizzazione diretta personalizzata e ETF smart beta basati su fattori, un flusso accelerato dal 2023.
Prospettive — cosa osservare prossimamente
Due catalizzatori specifici testeranno il dibattito attivo contro passivo. La stagione degli utili di luglio 2026 rivelerà se i selezionatori di azioni attivi hanno capitalizzato sulla dispersione, mentre il rapporto SPIVA Q3 2026 fornirà statistiche aggiornate sulle sottoperformance. I livelli da osservare includono la media mobile a 200 giorni dell'S&P 500 a 5.400; una rottura sostenuta al di sotto potrebbe essere interpretata come un'opportunità per i gestori attivi. Se la Federal Reserve avvia un ciclo di riduzione dei tassi alla fine del 2026, l'aumento della volatilità di mercato potrebbe creare un ambiente a breve termine in cui alcune strategie attive possono dimostrare valore.
Domande Frequenti
Cosa significa la citazione sulla fortuna di Benjamin Graham per gli investitori al dettaglio?
Per gli investitori al dettaglio, l'affermazione di Graham sottolinea le alte probabilità contro la selezione costante di azioni vincenti o gestori di fondi. Rafforza il caso per un portafoglio core costruito attorno a fondi indicizzati a basso costo e di ampia portata per catturare i rendimenti di mercato. Questo approccio minimizza le commissioni ed elimina il rischio di selezione del gestore, che diversi studi identificano come un principale freno ai rendimenti a lungo termine. Gli investitori al dettaglio possono quindi concentrarsi sull'allocazione degli asset e sul tasso di risparmio, fattori sotto il loro controllo.
Come si confronta la visione di Graham con la teoria moderna del portafoglio?
La Teoria Moderna del Portafoglio, sviluppata da Harry Markowitz negli anni '50, si concentra sull'ottimizzazione dei rendimenti corretti per il rischio attraverso la diversificazione, che si allinea con l'enfasi di Graham sul margine di sicurezza e sull'evitare perdite permanenti. Entrambe le filosofie sfidano implicitamente la selezione di azioni come principale fonte di rendimenti. La differenza chiave è che la MPT fornisce un quadro quantitativo per la costruzione di portafogli, mentre l'investimento di valore di Graham è un quadro qualitativo di selezione dei titoli, anche se alla fine ha ceduto al potere dell'indicizzazione più avanti nella sua carriera.
Qual è il tasso di successo storico dei selezionatori di azioni professionisti?
I dati storici mostrano che il tasso di successo dei selezionatori di azioni professionisti che battono il mercato è basso e diminuisce nel tempo. Su un periodo di un anno, circa il 60% dei gestori attivi sottoperforma l'S&P 500. Questa cifra sale a oltre il 75% su un periodo di 5 anni e supera il 90% su periodi di 15 anni, secondo i dati SPIVA. L'effetto di accumulo di commissioni più elevate e la sfida di fare scommesse corrette e non consensuali in modo costante guidano questa persistente sottoperformance a lungo termine.
Conclusione
Il presupposto fondamentale di pagare per l'abilità di investimento è statisticamente invalido per la stragrande maggioranza dei gestori nel tempo.
Disclaimer: Questo articolo è solo a scopo informativo e non costituisce consulenza sugli investimenti. Il trading di CFD comporta un alto rischio di perdita di capitale.
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