JPMorgan: utile per azione Q3 +24%, sostegno al rally azionario
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Fonte: investingLive
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Gli strategist di JPMorgan guidati da Mislav Matejka hanno dichiarato il 12 ottobre 2026 che gli utili del terzo trimestre dovrebbero sostenere le azioni, con una crescita EPS consensus dell'S&P 500 del 24% su dati IBES e del 30% su FactSet e LSEG dopo un aggiustamento fiscale di Meta. Escludendo Nvidia e Micron, l'asticella scende al 15%, e all'8% per il titolo mediano. Il consensus europeo è del 19%, o 11% escludendo l'energia, con una mediana del 9%. La crescita mediana dei ricavi si attesta al 7% su entrambe le sponde dell'Atlantico.
Contesto — perché l'asticella degli utili conta ora
Settembre ha consegnato settimane di volatilità che hanno lasciato molti investitori preoccupati che i risultati deludessero. JPMorgan sostiene che i tassi di crescita headline appaiono più intimidatori di quanto il quadro sottostante giustifichi, perché una manciata di large cap gonfia i numeri a livello di indice.
Il report offre un proprio termine di paragone. Escludendo Nvidia e Micron, l'ostacolo di crescita dell'S&P 500 scende dal 24% al 15%, e il titolo mediano cresce gli utili di appena l'8%. Quel divario è il cuore della tesi: l'headline dell'indice non è l'esperienza dell'azienda tipica.
In Europa il confronto è più netto. Il consensus del 19% scende all'11% una volta rimosso l'energia, con una mediana del 9%. L'energia dovrebbe battere, mentre minerari, esposizione alla Cina e titoli orientati ai consumi restano indietro.
Gli indici dei responsabili degli acquisti globali sono accelerati nel trimestre verso massimi pluriennali, uno sfondo che JPMorgan definisce coerente con utili solidi. L'indicatore anticipatore della banca per gli utili è ancora in crescita e tipicamente precede di circa due trimestri, il che per gli strategist indica almeno altre due stagioni di risultati positive.
La catena di catalizzatori è lineare. Gli investitori hanno già una visione costruttiva sugli utili, quindi il dibattito non è se la crescita esista ma se sia abbastanza ampia da sostenere le valutazioni dopo il calo della propensione al rischio di settembre.
Dati — cosa mostrano i numeri
I numeri a livello di indice e quelli mediani raccontano storie diverse, e il caso di JPMorgan si basa sul secondo insieme.
| Metrica | S&P 500 | Stoxx 600 |
|---|---|---|
| Crescita EPS consensus | 24% (IBES), 30% (FactSet/LSEG) | 19% |
| Ex energia / ex mega-cap | 15% ex Nvidia e Micron | 11% ex energia |
| Crescita EPS titolo mediano | 8% | 9% |
| Crescita ricavi mediana | 7% | 7% |
I margini operativi europei sono previsti intorno al 14% delle vendite quest'anno, circa 250 punti base sopra i livelli del 2019. Ogni settore migliora tranne beni di consumo di base, auto e software.
Sul posizionamento, JPMorgan resta positivo su semiconduttori europei, banche, chimica e industriali. Le banche hanno subito un derating di oltre il 10% nelle ultime settimane, e le azioni francesi di oltre il 15%, anche con profitti che tengono. Il CAC 40 realizza tre quarti dei ricavi fuori dalla Francia, il che limita la lettura dalla debolezza domestica.
La quota di titoli globali con utili in accelerazione è vicina a un record, hanno notato gli strategist, una misura di ampiezza che sostiene la tesi dell'ampliamento piuttosto che un rally ristretto guidato dall'AI.
Analisi — cosa significa per mercati e settori
Gli effetti di secondo ordine passano per la valutazione più che per gli utili. Se le banche hanno subito un derating di oltre il 10% verso i risultati, la compressione dei multipli ha già prezzato la delusione; mantenere i profitti stabili lascia spazio a un movimento di sollievo. Le azioni francesi hanno la stessa configurazione, con un derating di oltre il 15% contro utili resilienti.
Semiconduttori e industriali sono i settori in cui JPMorgan si aspetta risultati solidi. L'energia dovrebbe sorprendere al rialzo sui margini. I punti deboli sono minerari, esposizione legata alla Cina e titoli dei consumi, dove il report vede continua debolezza.
L'aumento dei costi energetici è il tessuto connettivo tra l'outlook sugli utili e il greggio. Le aziende segnaleranno probabilmente bollette energetiche più alte, il che lega le aspettative sui margini europei al prezzo del petrolio. Una nuova impennata del greggio è una minaccia diretta alla proiezione di margine al 14% delle vendite.
Il rischio principale per la tesi è il mercato obbligazionario. JPMorgan dice che la recente impennata dei rendimenti si avvicina a territorio di ipervenduto. Un picco dei rendimenti all'avvio della stagione rimuoverebbe il maggiore ostacolo alle valutazioni e aprirebbe la strada a guadagni azionari verso fine anno con interni risk-on. Un'ulteriore gamba al rialzo metterebbe alla prova la tesi.
Sul fronte dei flussi, la configurazione favorisce la rotazione rispetto alla concentrazione. Una quota quasi record di titoli con utili in accelerazione dà ai gestori di portafoglio una ragione per ampliare l'esposizione oltre il complesso AI che ha trainato gli indici USA.
Prospettive — cosa osservare
Il primo catalizzatore è la direzione dei rendimenti obbligazionari all'inizio della stagione. JPMorgan inquadra un picco dei rendimenti come il grilletto per le azioni verso fine anno; un rialzo continuo è la condizione che minerebbe la tesi.
Il secondo è il calendario degli utili stesso. I risultati di semiconduttori e industriali sono quelli che la banca si aspetta impressionino, mentre banche e azioni francesi sono i segmenti con derating dove mantenere profitti stabili potrebbe bastare a muovere i prezzi.
Il terzo è l'energia. Le aziende che segnalano costi energetici in aumento legheranno il quadro dei margini al greggio, quindi qualsiasi nuova impennata del petrolio alimenta direttamente il rischio sui margini europei. Minerari, esposizione alla Cina e titoli dei consumi restano i ritardatari da osservare.
Gli investitori dovrebbero anche monitorare se la misura di ampiezza — la quota quasi record di titoli con utili in accelerazione — tiene durante la stagione, poiché è la prova che la leadership si sta diffondendo oltre l'AI.
Domande frequenti
Perché la crescita EPS del Q3 dell'S&P 500 è 24% su un dataset e 30% su un altro?
Il divario deriva da un onere fiscale una tantum di Meta. IBES mostra una crescita del 24%, mentre FactSet e LSEG mostrano il 30% per un aggiustamento di quell'onere. JPMorgan ha usato entrambe le cifre per sottolineare che la crescita a livello di indice è sensibile a voci di singole aziende, motivo per cui cita anche il 15% ex Nvidia e Micron e l'8% mediano.
Cosa significa un picco dei rendimenti obbligazionari per le valutazioni azionarie?
JPMorgan dice che la recente impennata dei rendimenti si avvicina a territorio di ipervenduto. Se i rendimenti raggiungono un picco all'inizio della stagione, il principale ostacolo alle valutazioni viene rimosso e le azioni potrebbero salire verso fine anno con interni risk-on. Un'ulteriore gamba al rialzo dei rendimenti metterebbe invece alla prova la posizione costruttiva della banca sui titoli.
Quali settori europei preferisce JPMorgan verso i risultati del Q3?
La banca resta positiva su semiconduttori europei, banche, chimica e industriali. Le banche hanno subito un derating di oltre il 10% e le azioni francesi di oltre il 15% nelle ultime settimane, il che per gli strategist abbassa l'asticella verso i risultati. L'energia dovrebbe battere sui margini, mentre minerari, esposizione alla Cina e titoli dei consumi potrebbero restare deboli.
In sintesi
La tesi di JPMorgan si basa su ampiezza e picco dei rendimenti, non solo sulla leadership dell'AI.
Disclaimer: questo articolo è solo a scopo informativo e non costituisce consulenza di investimento. Il trading di CFD comporta un elevato rischio di perdita del capitale.
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