Goldman taglia il target USD/JPY a 150 con il BOJ più aggressivo
Fazen Markets Editorial Desk
Collective editorial team · methodology
# Goldman taglia il target USD/JPY a 150 con il BOJ più aggressivo
Goldman Sachs ha tagliato le previsioni USD/JPY a 158 a tre mesi, 155 a sei mesi e 150 a dodici mesi, da 162, 163 e 165 precedenti, secondo Sina Finance. La riduzione di 15 yen sul target a 12 mesi segna un'inversione netta rispetto a luglio, quando la banca aveva alzato le stesse proiezioni e figurava tra le voci più ribassiste sullo yen. La revisione della strategist Karen Reichgott Fishman arriva mentre USD/JPY spinge verso 160, sostenuto dai rendimenti decennali USA sopra il 5,2%.
Contesto — Perché l'outlook sullo yen si è appena invertito
La posizione di Goldman a luglio poggiava su quattro pilastri: rendimenti USA persistentemente elevati, basso rischio di recessione negli USA, preoccupazioni fiscali giapponesi e solo un graduale irrigidimento della Bank of Japan. All'epoca la banca affermava che la salita del dollaro contro lo yen difficilmente si sarebbe fermata senza uno shock della crescita USA o un BOJ più aggressivo. La seconda condizione è ora all'orizzonte.
Il BOJ ha alzato il tasso di policy all'1,25% questo mese, e il governatore Kazuo Ueda ha dichiarato un cambio di fase della politica, con il focus ora sul mantenere l'inflazione stabile al 2% invece di spingerla più in alto. Quel linguaggio conta perché segnala che la banca centrale vede meno bisogno di accomodamento prolungato. Daiwa ha separatamente indicato dicembre come timing per il prossimo rialzo dei tassi BOJ.
Fishman sostiene che rialzi BOJ più rapidi aiutano a compensare la spinta inflazionistica della politica fiscale espansiva. Aumentano anche le probabilità che gli investitori giapponesi riportino i portafogli verso asset domestici. Questa storia di rimpatrio resta in gran parte speculativa, ma Goldman vede probabilità in aumento, il che accresce i rischi al ribasso per USD/JPY.
Lo sfondo è un mercato che si è mosso nella direzione opposta. USD/JPY è salito verso 160, sostenuto dai rendimenti decennali USA sopra il 5,2%. Anche il target a tre mesi di Goldman a 158 implica solo un modesto ritracciamento dai livelli attuali. Il cambiamento maggiore arriva sugli orizzonti a sei e 12 mesi, quando la banca si aspetta che gli effetti dell'irrigidimento BOJ e dei flussi di capitale si accumulino.
Dati — Cosa mostrano i numeri
Le variazioni delle previsioni sono sostanziali su ogni scadenza. Il target a tre mesi di Goldman scende a 158 da 162, una riduzione di 4 yen. Il target a sei mesi scende a 155 da 163, un taglio di 8 yen. Il target a 12 mesi scende a 150 da 165, una riduzione di 15 yen. L'ampiezza dei tagli cresce con l'orizzonte temporale, segnalando che Goldman si aspetta che il ciclo di irrigidimento del BOJ si accumuli nel tempo invece di produrre un singolo shock.
| Orizzonte | Target precedente | Nuovo target | Variazione |
|---|---|---|---|
| 3 mesi | 162 | 158 | -4 |
| 6 mesi | 163 | 155 | -8 |
| 12 mesi | 165 | 150 | -15 |
Rispetto al livello spot attuale, che si avvicina a 160, il target a tre mesi implica un ritracciamento di circa 2 yen. Il target a 12 mesi implica un movimento di circa 10 yen dai livelli attuali. Questa è la scala di apprezzamento dello yen che Goldman ora si aspetta.
Il contesto dei peer conta. Il tasso di policy del BOJ è all'1,25%, mentre i rendimenti decennali USA restano sopra il 5,2%. Il differenziale di tassi favorisce ancora il dollaro, ed è per questo che i target di breve termine di Goldman mostrano solo un movimento limitato. Ma è la traiettoria di quel differenziale che la banca sta negoziando, non il suo livello attuale.
Analisi — Carry trade e rischio di rimpatrio
Il rischio maggiore per il mercato è sui carry trade. Se gli investitori giapponesi iniziassero davvero a riportare denaro a casa, le posizioni che prendono a prestito yen per comprare asset a rendimento più alto potrebbero chiudersi rapidamente. È il meccanismo attorno a cui Goldman si sta posizionando, e spiega perché la banca descrive le posizioni long yen come particolarmente utili come copertura contro il rischio di recessione.
La preferenza tattica di Goldman è rivelatrice. Invece di scommettere direttamente contro il dollaro, il suo trade preferito è vendere l'euro contro lo yen. Quella posizione beneficia della forza dello yen senza dipendere da una svolta nei rendimenti USA. Scegliere di vendere EUR/JPY invece di USD/JPY suggerisce che Goldman rispetta ancora il supporto che gli alti rendimenti USA danno al dollaro nel breve termine.
Per i trader australiani, AUD/JPY affronta un doppio vento contrario. Uno yen più forte è il primo punto di pressione. Il secondo è il BOJ che restringe il differenziale di tassi con la Reserve Bank of Australia. Il tasso cash della RBA è al 3,60%, ben sopra l'1,25% del BOJ, e quel differenziale ha storicamente sostenuto AUD/JPY. Man mano che il BOJ chiude il gap, quel supporto si erode.
La minaccia di ulteriori interventi delle autorità giapponesi dovrebbe limitare quanto il dollaro può salire contro lo yen. Tokyo è già intervenuta sul mercato quest'anno, e il Tesoro USA ha esso stesso comprato yen mentre Washington cerca di contenere l'aumento dei costi di finanziamento. Qualsiasi nuovo intervento da Tokyo sarebbe la via più rapida verso i target più bassi di Goldman.
Il limite nella tesi di Goldman è l'assunzione di rimpatrio. La banca riconosce che questa storia resta in gran parte speculativa. Gli investitori giapponesi hanno mostrato un forte home bias per anni, e un cambiamento di quel comportamento richiede più di uno spostamento del tasso di policy. Se il rimpatrio non si materializza, il percorso di apprezzamento dello yen potrebbe essere più lento di quanto le previsioni implicano.
Prospettive — Cosa osservare ora
Tre catalizzatori determineranno se le previsioni di Goldman si riveleranno preveggenti. Il primo è la riunione di politica monetaria del BOJ di dicembre, che Daiwa ha indicato come timing per il prossimo rialzo dei tassi. Un movimento allora convaliderebbe la traiettoria di irrigidimento che Goldman sta prezzando. Il secondo è il rischio di intervento. Tokyo è già intervenuta sul mercato quest'anno, e qualsiasi nuova azione accelererebbe il movimento dello yen.
Il terzo sono i rendimenti decennali USA, attualmente sopra il 5,2%. Una rottura sostenuta sotto quel livello rimuoverebbe parte del supporto del dollaro e renderebbe i target di breve termine di Goldman più raggiungibili. Al contrario, rendimenti che restano sopra il 5,2% manterrebbero ampio il differenziale di tassi e limiterebbero il rialzo dello yen.
Sui grafici, 160 è il livello da osservare per USD/JPY. Il cross è salito verso quella cifra, e il rischio di intervento aumenta avvicinandosi. Il target a tre mesi di Goldman a 158 implica un modesto ritracciamento da lì. Il target a sei mesi a 155 e quello a 12 mesi a 150 rappresentano la view della banca su dove il cross si stabilizzerà una volta che irrigidimento BOJ e flussi di capitale si accumuleranno.
Domande frequenti
Cosa significa la previsione USD/JPY di Goldman Sachs per gli investitori retail?
La previsione di Goldman segnala che uno dei desk valutari più influenti si aspetta un rafforzamento dello yen nel prossimo anno. Per gli investitori retail che detengono asset giapponesi o posizioni denominate in yen, ciò potrebbe significare guadagni valutari. Per chi ha carry trade che prendono a prestito in yen, il rischio è che uno yen più forte eroda i profitti. La previsione non è consulenza di investimento, e il target a tre mesi della banca implica solo un modesto movimento dai livelli attuali.
Perché Goldman Sachs ha tagliato così bruscamente i target USD/JPY?
La banca ha citato un irrigidimento più rapido del BOJ e crescenti probabilità di rimpatrio di capitali giapponesi. A luglio, Goldman affermava che solo un BOJ più aggressivo avrebbe fermato il calo dello yen. Ora il BOJ ha alzato il tasso di policy all'1,25% e il governatore Ueda ha dichiarato un cambio di fase della politica, concentrandosi sul mantenere l'inflazione stabile al 2%. Questi sviluppi hanno cambiato la view della banca sulla traiettoria dello yen.
Qual è il rischio per i carry trade da uno yen più forte?
I carry trade implicano prendere a prestito in una valuta a basso rendimento come lo yen per comprare asset a rendimento più alto. Se lo yen si rafforza, il costo di rimborso di quei prestiti aumenta, potenzialmente annullando il vantaggio di rendimento. L'avvertimento di Goldman sui flussi di rimpatrio è significativo perché gli investitori giapponesi detengono grandi portafogli esteri. Se riportano denaro a casa, quei flussi potrebbero innescare una rapida chiusura delle posizioni carry.
In sintesi
Il taglio di 15 yen di Goldman al target USD/JPY a 12 mesi dà copertura ai rialzisti dello yen mentre il BOJ si irrigidisce e il rischio carry-trade cresce.
Disclaimer: Questo articolo è solo a scopo informativo e non costituisce consulenza di investimento. Il trading di CFD comporta un elevato rischio di perdita di capitale.
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