Un sondaggio Ipsos mostra che il 56% degli adulti nel Regno Unito vorrebbe riunirsi all'UE
Fazen Markets Editorial Desk
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# Un nuovo sondaggio Ipsos ha trovato che una maggioranza di adulti britannici voterebbe per riunirsi all'Unione Europea se oggi si tenesse un secondo referendum. Il sondaggio, condotto all'inizio di giugno 2026 e discusso in un evento Bloomberg il 10 giugno, indica che il 56% degli intervistati supporterebbe la riunione, con il 44% contrario. Questo margine di 12 punti percentuali rappresenta un cambiamento significativo nel sentimento pubblico otto anni dopo la partenza formale del Regno Unito dal blocco. La discussione ha visto i commentatori politici Alastair Campbell e Sir Jacob Rees-Mogg analizzare le potenziali ramificazioni di un tale voto.
Contesto — perché questo è importante ora
Il referendum del 2016 ha visto il Regno Unito votare 51,9% a 48,1% per lasciare l'UE, un risultato che ha innescato una significativa volatilità del mercato, inclusa una caduta intraday di oltre il 10% della sterlina. L'attuale contesto macroeconomico è caratterizzato da costi di prestito nel Regno Unito persistentemente elevati rispetto alla zona euro, con il rendimento dei gilt a 10 anni al 4,8% rispetto al rendimento del bund tedesco al 2,1%. Il catalizzatore per un rinnovato dibattito è la tangibile divergenza economica, evidenziata dalla crescita del PIL del Regno Unito che ha registrato un ritardo rispetto alla media della zona euro per tre trimestri consecutivi fino al Q1 2026. L'istituto di sondaggi Ipsos ha monitorato un graduale ma costante aumento del sentimento pro-UE dal 2021, con l'attuale lettura che segna un picco nel suo dataset.
Dati — cosa mostrano i numeri
Il sondaggio Ipsos di 2.058 adulti britannici è stato condotto dal 2 al 4 giugno 2026. Mostra che il 56% voterebbe per riunirsi all'UE, un aumento di 7 punti rispetto a un sondaggio simile condotto a gennaio 2024. Il supporto è maggiore tra gli elettori di età compresa tra 18 e 34 anni, al 72%, e minore tra quelli di età superiore ai 65 anni, al 41%. La sterlina britannica (GBP) è stata scambiata a 1,1830 contro l'euro (EUR) il giorno in cui è stato discusso il sondaggio, un livello che è il 17% più debole rispetto alla sua media pre-referendum del 2016. Il deficit commerciale nominale del Regno Unito con l'UE è aumentato a 43,5 miliardi di sterline nel 2025, rispetto ai 32,1 miliardi di sterline nel 2019, sottolineando le persistenti frizioni post-Brexit.
Analisi — cosa significa per i mercati / settori / ticker
Un cambiamento sostenuto nel sentimento di riunione probabilmente avvantaggerebbe le azioni britanniche focalizzate sul mercato domestico e la sterlina, poiché implica una riduzione a lungo termine delle barriere commerciali e della divergenza normativa. I settori con alta esposizione all'UE, come l'automotive (Jaguar Land Rover), l'aerospaziale (Rolls-Royce) e i farmaceutici (GSK, AstraZeneca), potrebbero trarre vantaggio dalla riduzione dei costi di conformità e da catene di approvvigionamento più fluide. Un rischio immediato è l'instabilità politica, poiché un potenziale governo laburista eletto nel 2027 si troverebbe ad affrontare una forte pressione per definire la propria politica nei confronti dell'UE, creando incertezze che potrebbero sopprimere gli investimenti a breve termine. La posizione a breve termine nei mercati valutari e obbligazionari riflette scetticismo, con i dati CFTC che mostrano i gestori di asset mantenere una posizione netta corta sulla sterlina rispetto all'euro.
Prospettive — cosa osservare in seguito
Il prossimo grande catalizzatore è l'elezione generale del Regno Unito programmata per il 2 maggio 2027, dove i manifesti dei partiti dettaglieranno le posizioni sulla revisione dell'Accordo di Commercio e Cooperazione UK-UE. I trader di valute monitoreranno il livello GBP/EUR 1,2000, una resistenza tecnica chiave testata l'ultima volta nel 2022; una rottura sostenuta sopra potrebbe segnalare che i mercati stanno scontando un allineamento più stretto. La Commissione Europea pubblicherà il suo rapporto annuale sull'allineamento normativo del Regno Unito il 15 novembre 2026, che segnalerà il potenziale ambito per eventuali future negoziazioni di accesso al mercato unico. Se le esportazioni di servizi del Regno Unito verso l'UE mostrassero un quarto calo trimestrale consecutivo nei dati del Q3 2026, la pressione politica per una rivalutazione formale della politica aumenterebbe.
Domande Frequenti
Come influenzerebbe il riunirsi del Regno Unito all'UE il FTSE 100?
Il FTSE 100, pesantemente orientato verso multinazionali che guadagnano in dollari, potrebbe vedere un impatto diretto contenuto rispetto al più domestico FTSE 250. Il fattore chiave sarebbe il tasso di cambio della sterlina. Una sterlina più forte sulle prospettive di riunione ridurrebbe meccanicamente il valore in sterline degli utili esteri delle aziende del FTSE 100, potenzialmente agendo come un ostacolo per l'indice nel breve termine, anche se i costi operativi per le aziende orientate verso l'UE diminuiscono.
Qual è il processo per un paese per riunirsi all'Unione Europea?
Riunirsi non è una semplice inversione della Brexit. Ai sensi dell'Articolo 49 del Trattato sull'Unione Europea, il Regno Unito dovrebbe fare domanda come nuovo stato membro. Ciò richiede l'approvazione unanime di tutti i membri esistenti dell'UE, la negoziazione dei termini di adesione e la ratifica da parte di ciascun parlamento nazionale. Il processo richiederebbe probabilmente un minimo di cinque a sette anni, durante i quali il Regno Unito sarebbe al di fuori del mercato unico e dell'unione doganale dell'UE, a meno che non venga raggiunto un accordo provvisorio.
Qualche paese ha mai lasciato e poi riunito l'UE prima?
Nessuna nazione sovrana ha mai lasciato l'Unione Europea e successivamente si è riunita. La Groenlandia, un territorio autonomo della Danimarca, ha lasciato la Comunità Economica Europea (un'entità predecessore) nel 1985 dopo un referendum, ma rimane associata tramite l'adesione della Danimarca. L'uscita del Regno Unito e un eventuale ritorno sarebbero un evento senza precedenti nella storia del blocco, senza un modello legale o procedurale per un'accelerata ri-adesione.
Conclusione
Il sondaggio Ipsos segnala un cambiamento duraturo nel sentimento degli elettori britannici che introduce una nuova variabile di rischio politico a lungo termine per la sterlina e gli asset del Regno Unito.
Disclaimer: Questo articolo è solo a scopo informativo e non costituisce consulenza sugli investimenti. Il trading di CFD comporta un alto rischio di perdita di capitale.
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