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RBNZ guida le scommesse sui rialzi G10 a 39bps, BoE subito dietro

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Fonte: investingLive

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Punti Chiave

  • 1Le aspettative sui tassi sono il tasso di sconto per ogni classe di attività, e la divisione di questa settimana conta perché separa le banche centrali che stanno ancora stringendo da quelle già in pausa.
  • 2La tabella del pricing si divide in tre gruppi.
  • 3La dispersione conta soprattutto per le esposizioni valutarie e azionarie sensibili ai tassi.

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# RBNZ guida le scommesse sui rialzi G10 a 39bps, BoE subito dietro

Le aspettative sui tassi nel G10 si sono mosse poco questa settimana, ma la dispersione è rimasta ampia. Il mercato prezza 39 punti base di tightening dalla Reserve Bank of New Zealand entro fine anno e 38bps dalla Bank of England, contro appena 25bps dalla Federal Reserve e dalla Banca Centrale Europea. La RBNZ ha l'87% di probabilità di un rialzo al prossimo meeting e la BoE il 93%, mentre la Fed è all'85% di probabilità di nessun cambiamento. Il pricing cumulato a fine 2027 va da 115bps per la Nuova Zelanda a 18bps per l'Australia.

Contesto — perché conta ora

Le aspettative sui tassi sono il tasso di sconto per ogni classe di attività, e la divisione di questa settimana conta perché separa le banche centrali che stanno ancora stringendo da quelle già in pausa. La Bank of England e la Reserve Bank of New Zealand hanno visto un ripricing leggermente hawkish, mentre la Federal Reserve e la Reserve Bank of Australia si sono mosse in direzione più dovish. Le aspettative per la Banca Centrale Europea, la Bank of Canada e la Swiss National Bank sono rimaste invariate.

La mossa della BoE ha seguito un buon dato sul PIL britannico, che ha rafforzato le aspettative di mercato di un rialzo a novembre. Il governatore Bailey ha detto che gli effetti di secondo round dai prezzi energetici più alti sembrano finora contenuti, ma ha avvertito che è ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive. Questa combinazione mantiene la banca centrale cautamente hawkish senza impegnarla su un percorso.

La RBNZ affronta un problema diverso. Costi energetici più alti rischiano di mantenere l'inflazione elevata più a lungo, il che richiederebbe un ulteriore tightening monetario. La RBNZ ha alzato il tasso di policy al 2,75% a settembre, citando inflazione sopra il target e una ripresa economica che sembrava riprendere. Spese delle famiglie più deboli e slack nel mercato del lavoro restano rischi chiave, ma la banca centrale ha detto che ulteriori aumenti potrebbero essere necessari se le pressioni inflazionistiche persistono.

Confrontalo con la Fed. L'inflazione USA è risultata più alta del previsto, eppure la curva ha ripricizzato modestamente dovish, soprattutto in avanti. I rendimenti dei Treasury sono scesi dopo i dati sull'inflazione, il che indica che i mercati sono più preoccupati della crescita che delle pressioni sui prezzi. È la reazione opposta a quella che una lettura hawkish dello stesso dato produrrebbe.

Il cambio australiano ha avuto una causa più chiara. L'occupazione di settembre è scesa inaspettatamente di 39.300 unità, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,7%, il livello più alto in cinque anni. Quel report ha ridotto le aspettative per un altro rialzo della RBA.

Dati — cosa mostrano i numeri

La tabella del pricing si divide in tre gruppi. Nuova Zelanda e Regno Unito sono all'estremo hawkish, con 39bps e 38bps di rialzi prezzati entro fine anno e probabilità di una mossa al prossimo meeting rispettivamente dell'87% e del 93%. Fed e BCE sono al centro a 25bps ciascuna, con probabilità dell'85% e del 90% di nessun cambiamento ai prossimi meeting. Canada a 20bps, Giappone a 18bps, Australia a 11bps e Svizzera a 5bps completano l'estremo dovish.

I numeri del 2027 raccontano una storia diversa da quelli di breve termine. Il Canada prezza 101bps di tightening cumulato fino a fine 2027, davanti al Giappone a 86bps e alla Fed a 75bps. La BCE è a 69bps e la Svizzera a 59bps. Gli 18bps della RBA sono il dato 2027 più basso del tabellone, anche se il pricing di breve termine australiano di 11bps non è il più basso.

Banca centralebps fine annoProbabilità prossimo meetingbps 2027
RBNZ3987% rialzo115
BoE3893% rialzo105
Fed2585% nessun cambiamento75
BCE2590% nessun cambiamento69
BoC2072% nessun cambiamento101
BoJ1899% nessun cambiamento86
RBA1176% nessun cambiamento18
SNB579% nessun cambiamento59

La colonna 2027 misura l'ammontare totale di tightening atteso entro fine 2027, non quanto è atteso nel solo 2027. Letta così, i 101bps della Bank of Canada implicano che i mercati vedono un ciclo di tightening molto più lungo di quanto suggeriscano i 20bps prezzati per quest'anno.

Analisi — cosa significa per mercati e settori

La dispersione conta soprattutto per le esposizioni valutarie e azionarie sensibili ai tassi. Una banca centrale con l'87% di probabilità di rialzo al prossimo meeting e 115bps prezzati fino al 2027 è una proposta di carry diversa da una con il 99% di probabilità di restare ferma. Differenziali di tasso di quella dimensione tendono a comparire nei cross FX e nella parte front-end di ciascuna curva.

Per la Fed, il ripricing dovish dopo un dato inflazionistico caldo è il segnale da monitorare. Se i mercati leggono un'inflazione più forte come rischio di crescita anziché rischio di policy, le azioni a lunga duration e i settori sensibili ai tassi portano l'esposizione. Il report non nomina ticker specifici, quindi la trasmissione avviene attraverso la curva e non attraverso un singolo nome.

Il miss sull'occupazione australiana fa lo stesso lavoro al contrario. L'occupazione è scesa di 39.300 unità e la disoccupazione è rimasta al 4,7%, il livello più alto in cinque anni. Condizioni del lavoro più deboli possono limitare la necessità di ulteriore tightening anche mentre l'inflazione resta una preoccupazione. Questa combinazione tende a favorire gli asset australiani domestici rispetto a quelli legati a un ciclo di tightening.

La controargomentazione è che l'inflazione guidata dall'energia ha già costretto una banca centrale a muoversi. La RBNZ è salita al 2,75% a settembre per inflazione sopra il target e ripresa in corso. Se i costi energetici restano elevati, la stessa logica potrebbe tirare fuori altre banche centrali dalla pausa, il che renderebbe il pricing dovish attuale in Australia e Svizzera prematuro.

Il posizionamento segue le probabilità. Le probabilità di rialzo del 93% per la BoE e dell'87% per la RBNZ significano che il flusso è concentrato nel front-end di quelle curve. Le probabilità dell'85% e del 90% di nessun cambiamento per Fed e BCE significano che il posizionamento lì riguarda la duration più che la direzione.

Prospettive — cosa guardare ora

I catalizzatori immediati sono i prossimi meeting di RBNZ e BoE, dove i mercati assegnano probabilità di rialzo dell'87% e del 93%. Una pausa in uno dei due forzerebbe un ripricing del front-end e del percorso 2027 insieme. I meeting di Fed e BCE hanno l'impostazione opposta, con probabilità dell'85% e del 90% di nessun cambiamento.

I dati britannici contano per l'aspettativa di rialzo di novembre della BoE. La precisazione del governatore Bailey che è troppo presto per trarre conclusioni definitive lascia spazio a un dato più morbido per annullare il ripricing hawkish.

Per la RBA, il report sull'occupazione di settembre è il livello da monitorare. La disoccupazione al 4,7% è la più alta in cinque anni, e ulteriore debolezza rafforzerebbe il caso per restare fermi. Sul fronte Fed, la funzione di reazione è la variabile: i rendimenti dei Treasury sono scesi dopo i dati sull'inflazione, quindi il prossimo segnale di crescita pesa più del prossimo segnale di inflazione.

Domande frequenti

Cosa significa esattamente 39bps di rialzi entro fine anno?

Significa che il mercato prezza 39 punti base cumulati di tightening dalla Reserve Bank of New Zealand da ora a fine anno. Non è una singola mossa da 39bp. La RBNZ ha una probabilità dell'87% di rialzo al prossimo meeting già prezzata, quindi la maggior parte di quel totale è concentrata nei meeting di breve termine anziché distribuita uniformemente.

Perché la Fed ha ripricizzato dovish dopo un'inflazione più alta?

L'inflazione USA è risultata più alta del previsto, ma i rendimenti dei Treasury sono scesi e la curva si è mossa modestamente dovish, soprattutto in avanti. Quella reazione suggerisce che i mercati sono più concentrati sul rischio di crescita che sul rischio di inflazione. Quando un dato inflazionistico caldo spinge i rendimenti più in basso, il segnale è che gli investitori vedono la pressione sui prezzi come un freno all'attività anziché una ragione per una policy più restrittiva.

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