I prezzi del gas in Europa restano ai minimi di un mese dopo l'accordo USA-Iran
Fazen Markets Editorial Desk
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I futures benchmark del gas naturale europeo sono rimasti ai minimi di un mese lunedì 16 giugno, dopo un accordo diplomatico storico tra Stati Uniti e Iran che ha ridotto le paure di interruzioni dell'offerta in Medio Oriente. Il contratto del Title Transfer Facility per il mese corrente è stato scambiato intorno ai 27,50 euro per megawattora, mantenendo i livelli visti l'ultima volta a metà maggio. Investing.com ha riportato la reazione del mercato il 16 giugno 2026, dopo l'annuncio dell'accordo del 14 giugno. Il benchmark TTF è diminuito di circa il 12% rispetto al picco del 12 giugno di 31,25 euro, mentre i trader hanno rivalutato i premi di rischio geopolitico a lungo mantenuti.
Contesto — perché è importante ora
Il quadro USA-Iran, incentrato sulla non proliferazione nucleare e sulla stabilità regionale, impatta direttamente i corridoi energetici. L'Europa ha fatto affidamento pesantemente sulle importazioni di gas naturale liquefatto da quando nel 2022 si è verificata l'interruzione del gas russo tramite gasdotti. Lo Stretto di Hormuz, un punto critico per le spedizioni globali di GNL dal Qatar, gestisce circa il 20% del commercio mondiale di GNL via mare. Le tensioni elevate nella regione negli ultimi quattro anni hanno costantemente aggiunto un premio di sicurezza ai prezzi del gas europeo.
Significativi cali di prezzo precedenti hanno seguito eventi di de-escalation simili. Nel maggio 2024, un cessate il fuoco temporaneo nel conflitto Israele-Hamas ha provocato un calo settimanale dell'8% nei prezzi TTF. L'attuale contesto macroeconomico presenta alti livelli di stoccaggio di gas in Europa, attualmente al 78% della capacità, 15 punti percentuali sopra la media quinquennale per questa data. Il catalizzatore è stato l'annuncio del 14 giugno di un patto diplomatico formale tra USA e Iran, che i partecipanti al mercato interpretano come una riduzione del rischio immediato di un confronto militare che potrebbe bloccare le rotte marittime.
Dati — cosa mostrano i numeri
I futures del TTF olandese per il mese corrente si sono chiusi a 27,45 EUR/MWh il 16 giugno, in calo del 3,8% rispetto alla chiusura del venerdì precedente. Il contratto ha raggiunto un minimo intraday di 27,10 EUR/MWh, il suo livello più debole dal 14 maggio. I futures NBP del Regno Unito hanno seguito la stessa tendenza, scambiandosi a 66,50 pence per therm, con un calo del 4,1% nella sessione. Il contratto TTF per l'anno successivo, un benchmark chiave per i contratti di fornitura industriale, è stato scambiato a 30,10 EUR/MWh, rappresentando un backwardation di 2,65 EUR/MWh rispetto al mese corrente.
Prima e dopo l'annuncio dell'accordo, il premio di rischio del mercato è evaporato. Il 13 giugno, il mese corrente del TTF si è chiuso a 29,85 EUR/MWh. Entro il 16 giugno, è stato scambiato a 27,45 EUR/MWh, un calo di due giorni dell'8,0%. L'ICE Endex ha riportato che l'interesse aperto aggregato nei futures TTF è diminuito di 12.000 contratti, indicando una sostanziale liquidazione long. I futures del Henry Hub statunitense hanno mostrato una reazione contenuta, scambiandosi piatti a $2,85/MMBtu, evidenziando la natura specifica per l'Europa dello shock sui prezzi. Il prezzo del gas europeo rimane elevato rispetto alla media pre-2022 di sotto di 20 EUR/MWh, ma è in forte calo rispetto al picco del 2023 di oltre 120 EUR/MWh.
Analisi — cosa significa per i mercati / settori / ticker
La pressione immediata ricade sulle aziende di pubblica utilità europee con grandi necessità di approvvigionamento di gas non coperte, come Uniper e RWE. I loro costi di approvvigionamento a termine diminuiscono, migliorando potenzialmente le previsioni sui margini per il 2026-2027. Al contrario, i produttori di gas europei puri come Vår Energi e Wintershall Dea affrontano venti contrari alle proiezioni di ricavi. Un calo del 10% nel benchmark TTF potrebbe tradursi in una revisione al ribasso del 5-8% delle loro stime di EBITDA per i prossimi trimestri, secondo i modelli analitici di consenso.
L'argomento principale contrario è che l'accordo non sblocca immediatamente nuovi volumi di gas iraniano per l'Europa. L'Iran detiene le seconde maggiori riserve di gas al mondo, ma manca di connessioni tramite gasdotti con l'Europa e affronta significativi vincoli infrastrutturali per le esportazioni. La reazione positiva del mercato potrebbe quindi essere eccessiva se gli aumenti dell'offerta fisica rimangono a anni di distanza. I dati di posizionamento dell'ICE mostrano che le posizioni speculative nette long nel TTF sono diminuite del 18% su base settimanale. I flussi si stanno spostando dai futures sul gas diretti a scambi di valore relativo, come l'acquisto di azioni energetiche norvegesi mentre si vende il contratto futures TTF, una scommessa sulla resilienza dei produttori rispetto alla volatilità dei prezzi delle materie prime.
Prospettive — cosa osservare prossimamente
Il prossimo catalizzatore importante è l'aggiornamento del programma di manutenzione dell'operatore del Sistema Gasnorvegese del 20 giugno, che dettaglierà le interruzioni programmate nei campi estivi. Interruzioni significative non programmate potrebbero rapidamente invertire il recente calo dei prezzi. I dati settimanali di stoccaggio del gas dell'Unione Europea, rilasciati ogni giovedì, testeranno se il calo dei prezzi stimola una maggiore domanda di iniezione. Il livello tecnico chiave per i futures TTF del mese corrente è la media mobile a 200 giorni a 26,80 EUR/MWh. Una rottura sostenuta al di sotto di quel livello segnalerà che è in corso una correzione più profonda.
I partecipanti al mercato monitoreranno le dichiarazioni iraniane riguardo allo Stretto di Hormuz. Qualsiasi ripensamento sulle garanzie di sicurezza per la navigazione commerciale reintrodurrebbe il premio di rischio geopolitico. La riunione dell'OPEC+ programmata per il 1° luglio rimane un punto focale, poiché prezzi del gas più bassi potrebbero influenzare la strategia di produzione di petrolio greggio del gruppo. Il livello psicologico di 25 EUR/MWh rappresenta un importante supporto; una violazione potrebbe accelerare le vendite verso la zona di 23 EUR/MWh testata l'ultima volta ad aprile.
Domande Frequenti
Cosa significano i prezzi del gas europeo più bassi per le bollette elettriche?
I prezzi del gas all'ingrosso più bassi si riflettono tipicamente in una riduzione dei prezzi dell'elettricità all'ingrosso con un ritardo di 6-8 settimane, poiché le centrali elettriche a gas spesso stabiliscono il prezzo marginale nei mercati energetici europei. Per i consumatori, l'impatto dipende dalla strategia di copertura del loro fornitore. Una famiglia con una tariffa variabile potrebbe vedere un beneficio nel terzo trimestre del 2026, mentre quelle con contratti a prezzo fisso non noteranno un cambiamento immediato. I consumatori industriali con esposizione diretta ai mercati spot beneficiano più rapidamente.
Come si confronta l'accordo USA-Iran con l'accordo JCPOA del 2015?
L'accordo del 2015 sul Piano d'azione congiunto globale era un accordo focalizzato sul nucleare che ha portato alla revoca di alcune sanzioni, consentendo all'Iran di aumentare le esportazioni di petrolio di quasi 1 milione di barili al giorno. Il quadro del 2026 appare più ampio, comprendendo garanzie di sicurezza regionale. La principale differenza di mercato è il contesto: l'Europa non dipendeva dalle importazioni di GNL dal Golfo Persico nel 2015, mentre oggi ottiene oltre il 25% del suo GNL dal Qatar, rendendo la sicurezza dello Stretto di Hormuz un fattore di prezzo diretto per l'energia europea.
Qual è la correlazione storica tra i prezzi del gas TTF e le azioni delle utility europee?
La correlazione è negativa per le utility integrate con grandi attività di fornitura al dettaglio e positiva per i produttori upstream. L'analisi degli ultimi tre anni mostra una correlazione di -0,7 tra il benchmark TTF e l'Indice STOXX Europe 600 Utilities quando i prezzi TTF sono superiori a 30 EUR/MWh. Sotto quel livello, la correlazione si indebolisce poiché altri fattori come i tassi di interesse e le decisioni normative dominano le performance delle azioni delle utility. Un calo sostenuto del 15% nei prezzi del gas potrebbe aggiungere il 3-5% al valore dell'indice del settore, a parità di altre condizioni.
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