Il gas naturale europeo registra la prima perdita trimestrale dal Q1 2025
Fazen Markets Editorial Desk
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I prezzi del gas naturale europeo sono destinati a chiudere il secondo trimestre del 2026 con una perdita significativa, secondo i dati di investing.com pubblicati il 30 giugno. Il contratto future benchmark olandese TTF è sceso di oltre il 15% dall'inizio del trimestre, interrompendo una serie di cinque guadagni trimestrali consecutivi. Questo cambiamento coincide con i livelli di stoccaggio in tutto il continente che hanno raggiunto l'82% della capacità, quasi 10 punti percentuali sopra la media stagionale quinquennale. Il ritiro dei prezzi segnala un potenziale punto di svolta per un mercato che è stato caratterizzato da volatilità e preoccupazioni sull'offerta sin dalle perturbazioni geopolitiche del 2022.
Contesto — perché è importante ora
L'ultima perdita trimestrale comparabile per il benchmark TTF si è verificata nel primo trimestre del 2025, quando i prezzi sono scesi del 12% in un inverno mite. L'attuale contesto macroeconomico presenta una domanda industriale contenuta in Germania e Francia, con il PMI manifatturiero dell'Eurozona che rimane sotto la soglia di espansione di 50,0 da febbraio. Il catalizzatore per il calo del Q2 è una congiunzione di fattori strutturali e stagionali. Un aumento sostenuto nella generazione di energia eolica e solare nel Nord-Ovest dell'Europa a maggio e giugno ha sostituito circa 8 miliardi di metri cubi di domanda di gas. Contemporaneamente, l'arrivo costante di gas naturale liquefatto (LNG), in particolare dagli Stati Uniti, ha mantenuto una forte offerta nonostante le continue tensioni geopolitiche nelle regioni di transito. Questo ha permesso alle iniezioni di stoccaggio di procedere in anticipo rispetto al programma, alleviando la tradizionale pressione d'acquisto estiva.
Dati — cosa mostrano i numeri
Il contratto future TTF per il mese corrente è stato scambiato vicino a €28,50 per megawattora (MWh) il 28 giugno, in calo rispetto a un livello trimestrale di apertura superiore a €33,50/MWh. Questo rappresenta una perdita trimestrale superiore al 15%. La performance del contratto dall'inizio dell'anno è ora negativa del 3%, in netto contrasto con il guadagno del 22% registrato dal benchmark del petrolio greggio Brent nello stesso periodo. Il calo dei prezzi si è accelerato nell'ultima settimana di giugno, con il contratto che ha perso oltre €1,50/MWh. Il gas totale in stoccaggio nell'Unione Europea ha raggiunto l'82% della capacità al 27 giugno, rispetto al 73% nello stesso periodo del 2025 e a una media quinquennale del 72%. I prezzi dell'energia in Germania per la consegna di base nel 2027 hanno seguito lo stesso trend, diminuendo di circa l'8% in questo trimestre a €85/MWh.
Analisi — cosa significa per i mercati / settori / ticker
Il calo dei prezzi crea effetti immediati di secondo ordine nell'intero complesso energetico. Le principali utility europee con una significativa generazione di gas, come RWE (ETR: RWE) e Uniper (ETR: UN01), affrontano margini di generazione più ridotti, con potenziali pressioni sugli utili del mid-single-digit percentuale. Al contrario, i consumatori industriali nei settori chimico e dei fertilizzanti, come BASF (ETR: BAS) e Yara (OSE: YAR), beneficiano di costi di input più bassi, il che potrebbe migliorare i margini EBITDA del 2-4%. Un argomento chiave contro è che il mercato rimane vulnerabile a shock di offerta; un'interruzione prolungata in un importante impianto di esportazione di LNG o un'improvvisa ondata di freddo potrebbero invertire rapidamente i guadagni di stoccaggio. I dati di posizionamento mostrano che i fondi speculativi e altri investitori gestiti hanno aumentato le loro posizioni nette corte nei futures TTF al livello più alto degli ultimi sei mesi, un flusso che indica aspettative di ulteriore debolezza dei prezzi. Questa pressione speculativa sta amplificando il trend fondamentale al ribasso.
Prospettive — cosa osservare prossimamente
La direzione dei prezzi a breve termine dipende da specifici catalizzatori nel terzo trimestre. Il periodo di manutenzione programmato per il campo di gas Troll in Norvegia a metà luglio metterà alla prova la resilienza del sistema a una riduzione dell'offerta. I dati di stoccaggio del gas europeo, pubblicati settimanalmente da Gas Infrastructure Europe (GIE), saranno scrutinati per segnali di rallentamento dei tassi di iniezione. I trader stanno osservando il livello di €26,50/MHz nei futures TTF, che rappresenta la media mobile a 200 giorni e una chiave zona di supporto tecnica dal Q4 2025. Una rottura sostenuta al di sotto di quel livello potrebbe segnalare una correzione più profonda verso €24/MWh. Al contrario, un rimbalzo sopra il livello di resistenza di €30,50/MWh suggerirebbe che il trend ribassista sta perdendo slancio, specialmente se correlato a un forte calo delle previsioni di energia eolica.
Domande Frequenti
Cosa significa il calo dei prezzi del gas naturale per le bollette elettriche europee?
I prezzi all'ingrosso del gas più bassi riducono direttamente il costo della generazione di energia elettrica a gas, che spesso stabilisce il prezzo marginale nei mercati elettrici europei. Questo porta tipicamente a prezzi all'ingrosso dell'energia elettrica più bassi con un ritardo di 1-2 mesi. Tuttavia, la bolletta finale del consumatore include costi di rete regolamentati, tasse e oneri, che possono attenuare l'effetto di passaggio. I consumatori al dettaglio potrebbero vedere una modesta riduzione delle tariffe variabili nel Q3 e Q4 se l'ambiente all'ingrosso rimane basso.
Come si confronta il livello attuale di stoccaggio con gli anni pre-crisi energetica?
L'attuale livello di stoccaggio dell'UE dell'82% è eccezionalmente alto per la fine di giugno. Nel periodo pre-crisi del 2016-2020, il riempimento medio in questo periodo dell'anno era di circa il 65-70%. La regolamentazione obbligatoria sul riempimento degli stoccaggi dell'UE, introdotta dopo la crisi del 2022, richiede che gli stoccaggi siano riempiti al 90% entro il 1° novembre di ogni anno. L'attuale ritmo suggerisce che questo obiettivo sarà raggiunto con largo anticipo, salvo una significativa interruzione dell'offerta.
Quali aziende sono più esposte alla volatilità dei prezzi del gas naturale europeo?
Le aziende con esposizione diretta alle materie prime sono le più sensibili. Questo include trader di gas puri come Vitol (privata) e grandi compagnie petrolifere e del gas con portafogli di gas europei, come Shell (LON: SHEL) e TotalEnergies (EPA: TTE). Tra le utility, quelle con grandi impianti di generazione a gas flessibili che beneficiano degli aumenti di prezzo, come l'italiana Enel (BIT: ENEL), vedono ridotto il potenziale di guadagno in un ambiente a bassa volatilità e prezzi in calo.
Conclusione
Il passaggio del mercato del gas europeo verso perdite trimestrali riflette un cambiamento duraturo dalla gestione della crisi all'abbondanza, guidato da forti rinnovabili e abbondante LNG.
Disclaimer: Questo articolo è solo a scopo informativo e non costituisce consulenza sugli investimenti. Il trading di CFD comporta un alto rischio di perdita di capitale.
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